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Un percorso espositivo tra progetti di social design che coniugano impegno sociale e comunicazione visiva

We mix design and people Vol.1

16-26 settembre 2021

Exhibition

In occasione della sesta edizione del festival Graphic Days, abbiamo realizzato un percorso espositivo dedicato al social design.
We mix design and people è il nostro slogan: il visual design comunica in modo visivo e immediato e riduce le distanze tra messaggio e interlocutore; non veicola solo informazioni, ma stimola il dibattito ed educa il pubblico, con l’intento di rendere i beneficiari attivi e orientati al cambiamento.

In mostra sono stati esposti 9 progetti di social design che, attraverso un percorso suddiviso in sezioni, conducono dall’individuo alla comunità: si parte dalle tematiche relative alla persona, alla salute e all’accessibilità; il secondo livello è quello delle relazioni tra gli individui presentando progetti relativi alla disparità sociale e di genere; infine si passa alla comunità affrontando questioni come il razzismo, l’immigrazione e l’identità culturale.

ThisAbles

Un team di designer e terapisti professionisti di Milbat-Sheba ha sviluppato una serie di componenti aggiuntivi facili da montare per rendere i prodotti IKEA più accessibili alle persone con vari tipi di disabilità. I componenti aggiuntivi speciali possono essere stampati senza bisogno di autorizzazione utilizzando una classica stampante 3D. Trattandosi di un progetto open-source, i modelli sono scaricabili gratuitamente online.

Un progetto di Milbat Technology Assisted Living e IKEA Israel

Cystinosis – A rare disease

La cistinosi è una rara malattia genetica da accumulo lisosomiale. Sfortunatamente, la cistinosi colpisce spesso i bambini in tenera età. Musclebeaver (Andreas Kronbeck e Tobias Knipf / Monaco di Baviera, Germania) ha sviluppato per il gruppo Chiesi un video per incoraggiare i piccoli pazienti colpiti dalla malattia ad assumere regolarmente i farmaci essenziali per la sopravvivenza.

Fingerspelling

Una web-app che utilizza una webcam e il machine learning per analizzare le forme delle mani in modo che chiunque possa imparare i segni dell’ASL (American Sign Language) in modo divertente. Il gioco propone una serie di parole e il computer mostra un modello 3D di come posizionare la mano per ogni lettera. Quando si indica la lettera, la telecamera traccia i movimenti della mano e fornisce un feedback in modo che si possano apportare le correzioni necessarie. Questo aiuta a sviluppare rapidamente le abilità di “fingerspelling” e passare al livello successivo.

Il progetto è stato realizzato da Hello Monday per l’American Society for Deaf Children

Agnosis Collection

L’agnosia, uno dei disturbi dovuti all’insorgenza dell’Alzheimer, è l’incapacità di riconoscere oggetti, anche dei più semplici e comuni, come un orologio, un libro, una posata. L’European Brain Research Institute “Rita Levi-Montalcini”, in collaborazione con l’agenzia di comunicazione SuperHumans, ha deciso di sensibilizzare l’opinione pubblica su questo disorientamento cognitivo-comportamentale facendo sperimentare alle persone comuni cosa si prova ad avere in mano un oggetto indecifrabile: è stata realizzata una raccolta di oggetti apparentementi familiari ma senza senso realizzati con stampanti 3D e dai nomi più disparati, inseriti tra le corsie di un supermercato come se fossero comuni oggetti in vendita.

Lessons in Herstory 

Meno dell’11% delle vicende narrate nei libri di storia americani sono dedicate alle donne, il che significa che i bambini, già in fase di apprendimento, diventano testimoni di un disequilibrio che esclude l’operato delle donne che hanno contribuito all’evoluzione della società. Con l’esperienza dell’autrice di bestseller del New York Times, Kate Schatz, e il potere della realtà aumentata, Daughters of Evolution in collaborazione con Goodby Silverstein & Partners ha “riscritto” uno dei libri di testo di storia degli Stati Uniti più popolari: gli studenti possono scansionare qualsiasi foto di figura maschile nel volume e sbloccare una storia che racconta le vicende di una delle tante donne dimenticate dalla storia.

The Tampon Book: A Book Against Tax Discrimination

Assorbenti e altri prodotti per l’igiene femminile in Germania sono considerati “beni di lusso” e quindi tassati con l’aliquota massima. Per protestare contro questa tassazione ingiusta e sessista, il team di progettazione di The Female Company insieme a Scholz & Friends ha nascosto gli assorbenti in un libro, un bene che invece usufruisce dell’aliquota ridotta.  

The Tampon Book contiene 15 assorbenti organici e 46 pagine di “storie divertenti e sorprendenti sulle mestruazioni”.

Megazinne

Megazinne è un magazine sulle “tette” nella cultura pop che parla di come è trattato il seno nelle rappresentazioni dei media con l’obiettivo di sradicare ogni forma di pregiudizio e preconcetto nei confronti del corpo delle donne. È stato realizzato in collaborazione con Lilt Firenze Onlus, l’associazione per la lotta al tumore, per raccogliere fondi.

I’m Sorry

Un libro illustrato realizzato dal gruppo di affinità asiatico facente parte di Wieden+Kennedy New York, creato in risposta al forte aumento di attacchi razzisti e discriminazione nei confronti degli asiatici negli Stati Uniti, in seguito all’avvento della pandemia di COVID-19. I’m Sorry cerca di rompere la radicata tendenza asiatica nel dare la priorità agli altri a scapito di se stessi, assumendo un tono volutamente sarcastico e combinando gli stereotipi della sottomissione asiatica e il dannoso mito della “minoranza modello”, ossia i gruppi di riferimento “di successo”.

Eat Offbeat

Eat Offbeat è un’azienda alimentare con un forte impatto sociale che offre catering e pasti pronti realizzati da ex rifugiati e immigrati a New York, che condividono le tradizioni del cibo e della cultura dei loro paesi d’origine diventando chef. L’azienda collabora con l’International Rescue Committee (IRC) e la New York Immigration Coalition per trovare e reclutare cuochi casalinghi di talento, senza richiedere alcuna precedente esperienza professionale. Natasha Jen e il suo team di Pentagram hanno sviluppato per Eat Offbeat un’identità visiva e una strategia di branding che riflettono la sua missione e i sapori audaci della sua cucina.