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Agnese Tamburrini

Ecosistema Editoriale Napoletano

Questo lavoro di ricerca è iniziato a partire dall’osservazione di tutti quegli elementi che hanno contribuito nel tempo al riconoscimento e all’identificazione del cosiddetto immaginario di Napoli. Ho deciso in seguito di restringere il campo e sfruttare la mia osservazione per capire quanto questi meccanismi caotici influiscano sulla vita reale di chi opera nel settore della produzione editoriale.

La ricerca iconografica si basa sull’analisi di quei fattori responsabili della creazione di un’identità e dell’indeterminatezza delle infinite immagini associate alla città di Napoli, iniziando dai media: cartoline, cinema, televisione, pubblicità, internet. Diventa poi centrale la ricerca bibliografica – spesso punto di partenza per la produzione cinematografica – e che propone titoli fondamentali, che portano la firma di Giuseppe Marotta, Fabrizia Ramondino, Anna Maria Ortese, Domenico Rea per finire con giovani autori indipendenti impegnati in un’acuta
critica sociale attuale. Data l’analisi della situazione editoriale napoletana e una volta capite le problematiche, mi sono interrogata su quali scenari potessi intervenire in qualità di progettista che in questo territorio continua a riporre fiducia. Una volta osservate le tortuose dinamiche di confronto e l’estrema difficoltà ad evadere dalla caratteristica identitaria, ho pensato di proporre uno spazio di dibattito che, partendo dalla definizione di un dato territorio, promuovesse argomenti di natura locale e nazionale attraverso lo scambio di opinioni da parte di diverse figure legate all’editoria.

Gesù, Giuseppe, Sant’Anna e Maria!

“Gesù, Giuseppe, Sant’Anna e Maria!” oltre ad essere un’esclamazione di stupore, dà il titolo ad un percorso fotografico che ha visto la ricerca di alcune delle più curiose edicole votive di Napoli. La serie di fotografie analogiche sviluppate per questo tema intende rappresentare i forti contrasti che si avvertono nel rapporto che le edicole votive napoletane hanno con lo spazio e con le persone, anche se queste ultime sono state volutamente escluse dall’inquadratura. Vista frontale ed edicola centrata sono le costanti della maggior parte degli scatti, ad eccezione di pochi casi in cui determinati dettagli hanno richiesto un punto di vista più vicino. Dopo una veloce ricerca bibliografica che ha mostrato le edicole votive come elementi di arredo urbano con la funzione di illuminare vicoli bui e di sfiduciare atti vandalici tra il Settecento e l’Ottocento, lo studio iconografico è caduto inevitabilmente sulle figure sacre che abitano le edicole tanto curate dagli abitanti dei vicoli. Fondamentale inoltre, lo studio di un taglio fotografico che permettesse di mettere in risalto l’oggetto nel proprio contesto.

La serie di scatti è stata suddivisa per zone della città, lasciando al lettore la possibilità di poter scoprire le edicole passeggiando per aree, come l’Anticaglia, i Quartieri Spagnoli, la Sanità. Sfogliando il formato tascabile è possibile leggere di tanto in tanto alcune preghiere che spesso si rivolgono ai Santi delle edicole.