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Andrea Maddaloni

Biblioteca Santa Cristina

Il progetto di identità per la Biblioteca Santa Cristina è stato realizzato in occasione del “Concorso di idee per il Logo della Biblioteca Santa Cristina Gela, Palermo”. Il progetto prevedeva la realizzazione di una proposta di logotipo e di tutta la comunicazione visiva associata alla nuova identità della biblioteca.

“Subito dopo l’architettura, è la tipografia a fornire l’immagine più caratteristica di un’epoca e la più forte testimonianza del suo progresso spirituale.” (Peter Behrens)

Partendo dall’affermazione del famoso architetto e designer tedesco Peter Behrens, si è deciso di realizzare un carattere tipografico che basasse le proprie forme sull’architettura di Santa Cristina Gela. In questo modo si fondono insieme i due linguaggi (quello architettonico e quello tipografico) in un carattere simbolico, nel quale le persone possono riconoscersi e riconoscere la città semplicemente passeggiando per le strade di Santa Cristina Gela.

Gli elementi architettonici fotografati sono stati poi trasformati in lettere. Nasce così un carattere composto da 53 glifi (wip) che possono essere alternati nel loro utilizzo, sia nella composizione testuale che nel logotipo, definendo un’identità dinamica fatta di simboli, di piccoli tasselli, della storia di Santa Cristina Gela. Ringhiere, tegole e mattoni si mescolano in forme sempre diverse, peculiari, molteplici micro-identità fuse in un’unica realtà, la biblioteca.

Nel logotipo questi simboli vengono mescolati alla tipografia istituzionale. La biblioteca diventa commistione tra antico e moderno, tra tradizione e futuro. 

Il progetto di identità si basa sulla costruzione di un carattere tipografico dal forte connotato simbolico, le cui forme derivano dallo studio dell’anatomia e delle architetture della città di Gela. Delle lettere a metà tra illustrazione e tipografia, che nel logotipo vengono accostate ad un carattere monospaziato in modo da ottenere una composizione sempre bilanciata, anche al variare delle lettere. Questo alfabeto infatti si mescola alla tipografia istituzionale, generando ogni volta un logotipo differente e determinando così la natura fluida e dinamica dell’identità progettata per la biblioteca.