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Antonella Romana

Balarm, Una guida letteraria. L’identità visiva di Palermo nelle memorie di viaggio

Il tema principale del mio progetto, dal titolo “Balarm. Una guida letteraria – L’identità visiva di Palermo nelle memorie di viaggio”, è l’identità visiva di Palermo. Un’identità anticonvenzionale, non si tratta di un comune logo, il city branding viene affrontato da un nuovo punto di vista.

Palermo è una città ricca di stratificazioni culturali e un logo non sarebbe bastato per condensare tutta la sua storia. Volevo creare un’identità legata al recupero di iconografie presenti nelle architetture e sul territorio e realizzare un nuovo linguaggio visivo contemporaneo che riconnettesse diversi luoghi della città. Per concepire l’identità di una città, con tutto il bagaglio storico e culturale che porta con sé, diventa essenziale costruire identità dinamiche e facilmente adattabili a tutti i contesti moderni. Van Nes, nel libro Dynamic Identities, propone 6 diverse modalità di costruzione di sistemi visivi multiformi. Sulla base di questo schema ho analizzato lo stato dell’arte e ho selezionato alcuni casi di brand identity. Da questa ricerca, sono giunta ad un nuovo quesito: come rendere fruibile dall’utente questa identità? Tramite una guida della città. Il mio progetto, rispetto alle comuni guide, ha un plus: è una guida letteraria. Le tradizioni storico-culturali di Palermo, i simbolismi degli stemmi e soprattutto dei mosaici, il territorio, le architetture, ma anche tutto ciò che riguarda la comunicazione visiva, sono alla base del mio progetto e si basano su fonti bibliografiche, sitografiche, iconografiche, fotografiche, e archivistiche.

Come valorizzare meglio la città di Palermo e farla riscoprire, non solo ai cittadini e ai turisti, ma soprattutto a coloro che amano esplorare il mondo osservandolo da nuovi punti di vista? Dopo aver condotto un’attenta e approfondita ricerca sul city branding e soprattutto sul territorio di Palermo, è nata l’identità visiva di Palermo narrata in una guida letteraria. Le città sono sempre state raccontate nelle guide, così sono partita dal periodo in cui Palermo era sotto la dominazione degli arabi e ho cercato diversi viaggiatori che sono stati a Palermo e l’hanno poi raccontata nei loro scritti.

Tramite i testi ritrovati ho selezionato 14 luoghi d’interesse storico-culturale: la Cappella Palatina, il Castello della Zisa, le Catacombe dei Cappuccini, la Cattedrale, la Chiesa di San Cataldo, la Chiesa di Santa Caterina, la Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio (Martorana), la chiesa di San Giovanni degli Eremiti, l’Orto Botanico, la Palazzina Cinese, Porta Nuova, il Santuario di Santa Rosalia, Villa Giulia e Villa Igiea. Per ricontestualizzare in chiave contemporanea questi 14 luoghi, mi sono basata su un sistema visivo multiforme che fornisca, per ogni luogo, il contenitore e il contenuto. L’architettura crea il contenitore, al suo interno troviamo il contenuto, cioè uno o più particolari del luogo d’interesse, che ripetuti creano delle texture. Le texture sono realizzate prendendo in considerazione uno o più elementi presenti nei 14 luoghi scelti, e ripetendoli nella loro costruzione geometrica. In totale le texture realizzate sono 37, queste provengono da elementi decorativi presenti nei pavimenti, nei muri o nei soffitti dei monumenti. Per ogni elemento, tramite la tecnica del foto-rilevamento, ho fatto la costruzione geometrica e l’ho accostata ripetutamente.