fbpx

Caterina Cerni

La sala dorata, La civiltà del ballo in Romagna

Il territorio romagnolo ha dato i natali ad una musica folkloristica che nel tempo ha rivestito un ruolo sociale e ricreativo nella vita degli abitanti della Romagna. Essa è stata esportata a livello nazionale ed internazionale sino a giungere al declino, lasciando memorie visive dei protagonisti, ricordi di luoghi e di usi. La sala dorata è un progetto sull’identità romagnola: identità legata ai suoni e al ballo di coppia, che guarda al vernacolare come caratteristica di un popolo a cui si fa poca attenzione, sul quale non ci sono mai stati veri e propri studi, che viene considerato come banale o appartenente ad una sottocultura poco interessante. La ricerca mira a riscoprire la dignità di questi usi, raccontandone la dimensione collettiva e sociale ed analizzandone la comunicazione visiva che ha permesso di identificare quali fossero gli stereotipi, le modalità di comunicazione ed i riferimenti visivi. La ricerca si è basata su fonti bibliografiche relative alla musica da ballo romagnola, sulla sua evoluzione e sul contesto storico, sulla raccolta di materiali pubblicitari e vinili delle orchestre reperiti da biblioteche, collezionisti, eredi, sulla documentazione fotografica in forma di reportage svolta sul campo e sulla raccolta di testimonianze dirette ed indirette.

Il progetto ha l’intenzione di raccontare la musica da ballo romagnola, preservandone l’essenza ed evitando di farla rientrare in codici visivi che non le appartengono. Proprio in virtù di questo obiettivo, il formato del libro è stato costruito a partire dalle proporzioni del vinile (materiale principe della ricerca) e la scelta dei caratteri è passata attraverso l’accostamento di una font serif ed una “ink trap” (impiego quasi decorativo, se si pensa che è stato utilizzato per le titolazioni un carattere con elementi funzionali alla riproduzione in piccole dimensioni). All’interno di queste scelte formali, si è proceduto a sviluppare la narrazione, che intende condividere con il lettore la modalità di indagine e di scoperta del tema e che, pertanto, è stata strutturata a ritroso nel tempo. Partendo dal reportage fotografico sui dancing/balere rimasti attivi sul territorio, si passa alla raccolta delle copertine dei vinili e dei materiali pubblicitari (che vanno dagli anni ’90 agli anni ’50), accompagnati da schede di analisi degli stereotipi comunicativi e dal ridisegno di caratteri tipografici che vanno a costruire un catalogo “proto letraset” del genere musicale. Successivamente si presenta la ricerca teorica riguardante le origini, redatta con frammenti di testi appartenenti alle fonti bibliografiche, ricomposti ed organizzati per costruire racconti diversi. In conclusione si riportano le interviste fatte ai testimoni che raccontano in prima persona cosa questa civiltà del ballo ha significato o significa ancora per loro.