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Elena Guglielmotti

Agana/Krivapeta

“C’era una volta” in Sloveno si traduce con “nekoč” e in friulano con “jere une volte”. Sono due espressioni che sembrano non avere nulla a che fare l’una con l’altra, almeno da un punto di vista fonetico, eppure era così che iniziavano le storie raccontate ai bambini e agli adulti appartenenti a queste due culture confinanti, che hanno vissuto per secoli fianco a fianco, influenzandosi, dialogando sulla base di affinità e presupposti comuni, pur mantenendo le loro peculiarità. Questo dialogo è stato interrotto in coincidenza con la divisione in due blocchi, quello occidentale e quello orientale, successivamente alla fine della seconda guerra mondiale, facendo leva sulle differenze, piuttosto che sui punti di contatto fra le persone e le culture. Sono proprio questi che vanno riscoperti e valorizzati per poter ricreare le condizioni per un rapporto di interazione e reciproco scambio.

La ricerca iconografica e bibliografica del progetto è partita da Calvino e dalla sua ricerca sulla fiaba, si è poi concentrata sulle raccolte di fiabe friulane e della Benečija (zona di presenza della minoranza slovena in provincia di Udine), da cui ho tratto i due racconti scritti nel libro, e da alcuni libri di ricerca legati alle tradizioni della figura della Agana/Krivapeta.

In Friuli, terra di confine, la mescolanza di culture è piuttosto evidente: ci sono aree di bilinguismo e il Friulano, lo Sloveno e il Tedesco vengono insegnati in molte scuole, sia primarie che secondarie. Ciononostante, per ragioni storiche, spesso non è così semplice il dialogo costruttivo tra le varie realtà linguistiche. L’intento alla base del mio lavoro era quello di ricercare gli aspetti comuni tra le due culture che mi sono più familiari, trovare dei punti di contatto e farli comunicare in modo da trasmettere, allo stesso tempo, le peculiarità di ciascuna cultura, tessendo un dialogo che partisse dall’oggetto libro. L’idea è stata quella di creare il progetto per una serie di albi illustrati – di cui il libro Agana/Krivapeta era una parte – che mostrassero le due diverse facce di uno stesso personaggio.

Nell’impaginazione bilingue ho scelto di integrare il testo, riportato nella lingua della fiaba di riferimento, nell’illustrazione, dandogli un rilievo maggiore, mentre il testo Italiano è stato inserito a base della pagina. La font è il Futwora, rielaborazione in chiave contemporanea del Futura di Paul Renner, realizzata dallo studio TWO di Udine. Ho deciso di utilizzarla perché è stata progettata da uno studio che opera nel territorio di riferimento del mio settore e per il suo carattere contemporaneo, che ben si adattava allo stile delle illustrazioni. Per quanto riguarda la parte di illustrazione, volevo dare alla collana un aspetto onirico, mantenendo un disegno giocoso e volutamente sproporzionato, che potesse divertire e trasportare il lettore in un mondo altro.