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Francesco Barbaro

L’archivio scavato

Come dal tufo si originano le forme dell’architettura di Matera – città nel contempo scavata e costruita –, così, dall’archivio si ricava un senso del passato che permette di ricostruire un senso di appartenenza e, di conseguenza, il senso del presente e del futuro di una comunità. Gli archivi privati rappresentano un patrimonio ricco, anche se spesso dimenticato, di storie e testimonianze sulla vicenda e vita culturale di una comunità. Con questo lavoro mi sono proposto di indagare quegli archivi privati della città di Matera che solo di recente sono stati riconosciuti dalla Sovrintendenza Archivistica, soffermandomi in particolare sull’Archivio Padula Motta, l’Archivio Palumbo e l’Archivio Spera. Tali archivi si sono rivelati nodi di una realtà culturale capace di catalizzare una riflessione sulla storia e l’identità locale. Il progetto muove dalla volontà di far emergere nuove letture e interpretazioni del materiale archivistico, mettendolo in relazione con il presente attraverso gli strumenti del graphic design e restituendo alla città questo patrimonio di storie.

In particolare, la sperimentazione ha previsto la digitalizzazione e rielaborazione dei documenti d’archivio e la loro presentazione all’interno di un progetto di collana editoriale, nella quale ogni fascicolo numerato racconta una diversa storia e un diverso punto di vista su Matera attraverso il riuso delle immagini raccolte. Il lavoro quindi non mira solamente a studiare i materiali d’archivio, ma anche a trovare modalità accattivanti per comunicarli e divulgarli ad un pubblico più ampio, andando oltre la semplice riproposizione degli stessi. Il fine è quello di ricostruire attorno agli archivi una narrazione — non dimenticando che questi documenti costituiscono prima di tutto testimonianze di vita e rappresentazioni di un’epoca —, segnando idealmente un passaggio dalla sfera privata a quella pubblica, in cui le memorie personali confluiscono nella memoria collettiva.