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Gianluca Ciancaglini

MT50

MT50 nasce dalla volontà di tradurre il lavoro fotografico sviluppato da Fabio Tasca e Giuseppe Chietera in un progetto editoriale che prende forma attraverso due volumi – uno fotografico e uno di ricerca – e un carattere tipografico. Il progetto nasce da una doppia ricerca visiva, una lettura incrociata delle prime rilevanti trasformazioni urbane avvenute a Matera e nel Metapontino a partire dal secondo dopoguerra.

Corrispondenze visive che permettono di osservare come differenti modelli insediativi realizzati attraverso due importanti interventi pubblici interamente finanziati dallo Stato, la Riforma Agraria del 1950 e la legge speciale n. 619 per il Risanamento dei Sassi del 1952, abbiano contribuito a modificare e caratterizzare il paesaggio di una regione geografica. Le vicende che hanno interessato Matera e, più in generale, il Mezzogiorno nel secondo dopoguerra hanno sollevato questioni di grande rilievo sociale, economico, antropologico, politico e urbanistico.

I due volumi che compongono il progetto sono pensati come un insieme organico. Partendo dalle due serie di fotografie si è tentato di creare una sequenza ordinata, fatta di rimandi formali e pause forzate, che permettesse di intuire le trasformazioni che questi tipi abitativi hanno avuto nel corso degli anni. Il secondo volume consiste, invece, in un’indagine di approfondimento nata come supporto documentaristico e testuale. Si propone di inquadrare il contesto storico in cui questi interventi urbanistici hanno avuto luogo, sotto forma di un’antologia di documenti storici, immagini e testimonianze scientifiche. La scelta di intervallare materiale attuale con articoli coevi agli avvenimenti storici oggetto della ricerca permette di avere una panoramica sulla situazione da dissimili angolazioni. La caratteristica modulare delle planimetrie delle abitazioni e il riquadro delle iscrizioni presenti sulle tavole tecniche originali sono stati spunti progettuali per il disegno della font.

Un progetto di: Gianluca Ciancaglini, Gloria Favaro, Giorgia Florenzano, Cecilia Murgia

Supervisione: Mauro Bubbico

Pasquale De Stefano: l'ultimo Numeraro di Napoli

Pasquale De Stefano, detto O’Nummarar’—cioè colui che scrive i numeri—è l’ultimo esponente di un mestiere antico, tramandato da generazioni. Le sue lettere, che derivano da un disegno veloce ma accurato, da un gesto ripetuto ma preciso (chiaramente influenzato dallo strumento che utilizza), rappresentano una vera e propria identità fortemente riconoscibile come elemento iconografico associato alla città. I suoi cartelli decorano le bancarelle del commercio popolare napoletano da anni e le radici del mestiere risalgono al nonno paterno di Pasquale. Il già caratteristico handlettering è inoltre rafforzato da una palette di colori fissa, particolarmente vivida e con accenti fluorescenti che contribuiscono a far spiccare i prezzi nel caotico commercio di quartiere.

Questo libro intende tracciare una storia visiva del mestiere di Pasquale e del contesto in cui è nato e ancora oggi lavora. Non dimenticarlo è un obbligo nei confronti della memoria del popolo napoletano, affinché non si perdano mai le tracce di Pasquale De Stefano e del suo nobile mestiere. La ricerca fotografica svolta inizialmente e i vari incontri con Pasquale, hanno portato—in un secondo momento—al disegno della font partendo dai tratti caratteristici del lettering. È per questo che la ricerca contenuta in queste pagine si muove tra libro fotografico, documento storico e specimen tipografico, cercando di raccontare tutto l’universo visivo che ruota intorno alla figura di Pasquale De Stefano.

Un progetto di: Gianluca Ciancaglini e Alessandro Latela