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Giuseppe Iacovone

Lessico famigliare, La Martella

Il poster Lessico famigliare è stato il risultato di un laboratorio di sperimentazione didattica tenuto da Mauro Bubbico e organizzato dall’associazione Il Vagabondo presso La Martella (Matera), nel Luglio 2018. Il tema centrale del progetto è stato quello di dare un’identità al quartiere de La Martella, coniugando analisi, ricerca dei dati, catalogazione, redazione, progetto, restituzione e messa a sistema. Tutto questo vivendo e coinvolgendo il luogo, gli abitanti e l’amministrazione locale. La Martella è una realtà marginale, poco indagata e mai raccontata a livello visivo, nonostante porti un carico sociale e di progettazione molto importante e non omologato all’identità di Matera. Le indagini visive sono state portate avanti grazie all’osservazione, passeggiando nel quartiere e notando quello che più lo caratterizzasse. In realtà, il luogo è molto omogeneo, è costruito attraverso considerazioni sociologiche sbagliate e, probabilmente, ha subito variazioni ad opera degli abitanti stessi. Elemento centrale de La Martella è la sua chiesa, dedicata a San Vincenzo de Paoli, progettata da Ludovico Quaroni; il linguaggio usato è quello proprio del Neorealismo e la chiesa è ricca di installazioni scultoree, sia all’interno che all’esterno. Va posta particolare attenzione alla pavimentazione dell’altare, rivestito di ceramiche maiolicate, dipinte da Pietro Cascella, che reinterpretano motivi tipici della tradizione locale. Per il progetto, Giuseppe Iacovone, Mauro Bubbico ed io ci siamo soffermati sui disegni di queste maioliche e sul come poter dare un’identità all’evento popolare principale del quartiere, ovvero “la Crapiata” del 1° agosto, sviluppando un lettering identificativo.

Durante la festa popolare del quartiere “La Crapiata”, è stata commissionata la progettazione di una piccola serie di manifesti per l’affissione. Tale richiesta è stata insolita, in quanto non si tratta di una festa conosciuta al di fuori del piccolo circondario, questa è stata la prima volta in cui sono stati creati dei manifesti grafici per le affissioni. I manifesti realizzati sono frutto di una ricerca molto stretta all’interno del borgo e soprattutto legati al visivo e alla storia del luogo, ma anche alle personalità note che abbiamo conosciuto. Il concept iniziale del manifesto è sempre stato quella di progettare un lettering per grandi titolazioni, ispirandosi pienamente a La Martella. In una prima fase, il lettering è stato concepito in maniera più iconica, una sorta di patchwork di ogni elemento visivo trovato, ma il risultato è stato una perdita di leggibilità e di variabilità, la resa è risultata baroccheggiante e quindi lontana dalla semplicità rurale propria del luogo. Successivamente ci siamo imbattuti in un lettering a mini-piastrelle, una sorta di pixel, che si trovava nell’unica piazza del quartiere. Questo ci ha riportato alla mente le maioliche della chiesa, elemento simbolo de La Martella. Il risultato finale, così, è stato quello di un carattere/lettering in alfabeto “etnico”, a blocchi, che racchiudeva all’interno ogni simbolo delle maioliche che avevamo trovato e che erano state prima catalogate per forma, e poi ridisegnate. Il progetto consta in una serie di tre manifesti, uno dei quali comprende la fotografia di Pierangelo Laterza rappresentante il modellino della chiesa di San Vincenzo de’ Paoli.