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Singolare Plurale

Il progetto

Graphic Days®, grazie al proprio ruolo di osservatorio permanente sul visual designtrasforma la mostra Singolare Plurale in un progetto dinamico e partecipativo che raccoglie e seleziona le candidature spontanee relative ai lavori più interessanti dedicati al tema del Regionalismo Critico, analizzato dal punto di vista della comunicazione visiva

A partire dal percorso espositivo nell’edizione 2020 del festival, Graphic Days® ha scelto di ampliare la propria indagine sul patrimonio culturale della tradizione e del folklore italiano attraverso una call aperta ad artisti e progettisti. 

I progetti selezionati verranno pubblicati sul sito della manifestazione e potranno trasformarsi in mostre itineranti aperte al grande pubblico, nell’ottica di un dialogo continuo con la community e con la società nel suo complesso.

Dal tessile alle ceramiche, dall’editoria agli oggetti di arredo, Singolare Plurale indaga le rivisitazioni contemporanee degli archetipi culturali e dei simbolismi propri della variegata cultura tradizionale italiana, che, nella loro reinterpretazione, si inseriscono nel tessuto circostante in maniera armonica e coerente.

Il recupero delle tradizioni e delle iconografie storiche preesistenti avviene così tramite nuovi codici linguistici e visivi, mostrando allo spettatore come, attraverso un processo di interpretazione che è del tutto contemporaneo, egli possa riconoscere e riconnettersi con una cultura ancestrale.

Singolare Plurale si ispira liberamente alla corrente architettonica framptoniana del Regionalismo critico che, nei primi anni ’80, fece della rinnovata attenzione alla contestualizzazione degli edifici rispetto ai territori riceventi, la sua personale risposta teorico-progettuale a due delle principali correnti architettoniche dell’epoca: da un lato, la tendenza internazionalista a costruire opere tra loro stilisticamente molto simili perché private di identità, radicamento territoriale e riconducibilità ad una specifica cultura di riferimento; dall’altro, invece, la tendenza del tutto opposta del postmodernismo a celebrare i particolarismi e l’unicità dei luoghi facendo volutamente risaltare, attraverso un ornamentalismo esuberante ed estroso, gli edifici rispetto allo sfondo di per sé armonico della città. Così come per l’architettura, anche per il visual design, tutta la difficoltà del Regionalismo critico consiste quindi nel fatto di riuscire a rimanere in equilibrio tra il particolare e l’universale, l’unicità e l’omologazione, il passato e il presente. 

Riferito ad un patrimonio prettamente visuale/visivo, la prerogativa del Regionalismo critico applicato al visual design è infatti proprio quella di creare vere e proprie narrazioni facentesi ponte temporale e culturale tra mondi lontani nel tempo e nello spazio. Riconducendo infatti i particolarismi ed i localismi visuali alle forme archetipe originarie sulle quali sono incentrate le narrazioni comuni alle diverse culture, il Regionalismo critico è in grado di ampliare orizzontalmente il proprio pubblico permettendo a molti di riconoscersi nella semplicità dei suoi progetti. l lavoro del grafico è quindi un lavoro di attivazione sociale, democratizzazione, consolidamento valoriale e rafforzamento della coesione sociale. Ma anche di divulgazione storica ed alfabetizzazione culturale attraverso il riconoscimento del valore di un’oralità segnico-visiva che si esprime per simboli e stilemi. Per mano sua infatti, i simboli del passato rinascono a nuova vita, acquisiscono nuovo potere, riattivano la partecipazione individuale, con la conseguente (ri)creazione anche di un rinnovato legame comunitario intorno ad una memoria che, proprio perché comune, è patrimonio di tutti.

La genealogia del progetto prende le mosse da un processo di ricerca e selezione svolto per la realizzazione della mostra Singolare Plurale in collaborazione con Mauro Bubbico, uno dei maestri della grafica contemporanea, membro AGI e profondo conoscitore della tradizione popolare, intesa come un potente generatore di immaginari.

Singolare Plurale inaugura un ciclo di mostre a cura di Graphic Days® progettato per essere itinerante e fruibile sia da un pubblico in presenza, sia attraverso strumenti digitali. Fin dalla sua nascita, infatti, l’organizzazione del festival ha promosso i principi dell’inclusione e dello scambio continuo con la rete di riferimento e, oggi, alla conclusione della quinta edizione della manifestazione, persegue questi stessi principi annunciando il lancio di una call permanente che inviterà artisti, progettisti e designer a candidare i loro progetti di ricerca nell’ambito del visual design in diversi contesti storici e sociali.

Dalla raccolta delle candidature, gli organizzatori individueranno le opere e le ricerche più interessanti che saranno chiamate a far parte di un grande archivio digitale promosso e curato da Graphic Days®, con l’intento in parallello di trasformarlo in mostre itineranti aperte al grande pubblico. L’obiettivo è quindi quello di creare un bacino di progettualità autoriali che possa essere sempre alimentato da nuova linfa e che, da un lato promuova la qualità nell’ambito della ricerca sul visual design, dall’altro costruisca un solido legame tra codici visivi e contesto storico e sociale. Il lavoro del progettista grafico, in questo contesto, evidenzia parallelamente una funzione di attivazione sociale, democratizzazione e consolidamento valoriale, ma anche di creazione di un rinnovato legame comunitario.

  • Ogni progettista potrà candidare più progetti alla call compilando ogni volta il form proposto sul sito.
  • Il criterio fondamentale per la selezione dei progetti è la coerenza con le tematiche indicate all’interno del manifesto. 
  • I progetti ritenuti pertinenti con il manifesto curatoriale verranno contattati direttamente dagli organizzatori per approfondire contenuti e metodologia e valutarne l’eventuale pubblicazione.
  • In caso di esito positivo, il progetto verrà pubblicato sul portale di Graphic Days® che ospiterà un osservatorio virtuale permanente specifico su questo tema e potrebbe entrare a far parte di nuovi percorsi espositivi nazionali o internazionali, organizzate dall’ente.