Mostre

Eyes On Ukraine

Un focus dedicato alla scena della grafica e dell’illustrazione dell’Ucraina, in partnership con l’Istituto Ucraino, ente pubblico affiliato con il Ministero degli Affari Esteri, e in collaborazione con il collettivo Pictoric. Il progetto nasce con l’intento di presentare alla comunità internazionale il potenziale nascosto della comunicazione visiva e della grafica dell’Ucraina caratterizzata da una scena contemporanea vivace e creativa che vanta un ricco patrimonio storico. Le opere di graphic design diventano lo strumento per raccontare la storia e i valori del Paese ospite, facendo conoscere la vita quotidiana, la tradizione e la cultura di un popolo. L’obiettivo è duplice: da un lato la valorizzazione del patrimonio artistico e progettuale ucraino e dall’altro lato la diffusione delle tendenze internazionali più rappresentative.

L’iniziativa prevede un percorso espositivo, due talk e un workshop.

Il percorso espositivo è strutturato in 3 sezioni:

Illustrazione

In collaborazione con il collettivo Pictoric.

Con l’intento di esibire la scena attuale dell’Ucraina, sono stati selezionati i lavori di più di 25 illustratori ucraini che offriranno punti di vista differenti su patrimonio culturale, fenomeni sociali ed eventi storici poco noti alla comunità internazionale.

In aggiunta ai lavori di illustratori già affermati, saranno presentate le opere dei più promettenti giovani artisti ucraini, scelti dalla Kyiv National Academy of Visual Arts and Architecture.

Ukraine Then & Now

Un ricco percorso ci accompagnerà alla scoperta della cultura dell’Ucraina, dalla Repubblica all’inizio del XX secolo ai giorni nostri, attraverso i progetti di visual design. Tra questi, verrà dato ampio spazio all’affermato Heorhii Narbut all’interno del progetto NARBUT XXI: uno degli artisti grafici più importanti del XX secolo che segna un’intera epoca nella storia dell’arte ucraina, influenzando la comunicazione visiva del XX secolo. Il suo lavoro eredita la tradizione dell’antica arte ucraina, ma grazie alla sua capacità di essere innovatore, Narbut riuscì a creare un nuovo linguaggio visivo per il suo tempo. Nella storia del design ucraino, Narbut occupa una posizione chiave, proprio come il Bauhaus nella storia del design europeo.

Visual design nel contemporaneo

Una selezione di progetti di studi di design ucrani e dei migliori progetti editoriali.

Neologia

Una vetrina dedicata ai progetti realizzati da giovani designer e illustratori italiani under 30, innovativi, sperimentali e caratterizzati da una contaminazione stilistica e di linguaggi. La mostra è l’esito di una call ideata da Graphic Days® che ha selezionato 100 lavori all’interno di 4 categorie: Motion Graphic, Poster Design, Editorial Design e GIF.

Il progetto Neologia è finalizzato alla valorizzazione dei giovani talenti italiani nel mondo del visual design di oggi, dando vita a una rete nel panorama della cultura visiva in Italia e promuovendo i nuovi linguaggi e le sperimentazioni della comunicazione visiva.

Così come nel lessico, il termine “neologia” indica il processo di arricchimento attraverso la creazione di nuovi vocaboli ed espressioni, allo stesso modo, l’iniziativa intende mettere in primo piano la capacità dei giovani progettisti di abbracciare stimoli, talvolta esterni al mondo del design, reinterpretandoli e facendoli confluire in nuove forme e orientamenti. 

I neologismi nella cultura visiva comunicano in maniera non codificata e, come i nuovi vocaboli, rispondono alla necessità di denominare le trasformazioni del mondo, i progressi della conoscenza, la nascita di realtà, concetti, sensibilità o comportamenti nuovi. 

Il progetto non si limita all’esposizione dei 100 vincitori, ma prosegue on line dando vita a un osservatorio dinamico che raccoglie tutte le proposte più meritevoli con l’obiettivo di promuovere la qualità e la ricerca dell’inedito nel mondo del visual in Italia.

Il concetto di “italianità” non è definito da un confine geopolitico, quanto dal senso di appartenenza. I nuovi linguaggi italiani, caratterizzati da contaminazione tra diverse discipline, tra digitale e analogico, non nascono solo da chi è nato in Italia, ma anche da chi ha assimilato la cultura italiana. Il concetto che si vuole promuovere non è quindi meramente legato alla cittadinanza, al luogo di nascita o di residenza, ma piuttosto al legame che si crea con una cultura e con il suo territorio.

Dark room experience

La ricerca di nuovi linguaggi sperimentali che caratterizza il progetto Neologia prende forma all’inizio del percorso espositivo attraverso una dark room: proiezioni immersive, spettacoli di luce stroboscopici, installazioni interattive coinvolgono direttamente lo spettatore che partecipa alla costruzione del risultato visivo. 

Attraverso il linguaggio del visual design si sviluppa così una riflessione sull’interazione, su come, per effetto del distanziamento fisico imposto dalla pandemia, si sia modificato non solo il modo di relazionarsi con le persone, ma anche con gli oggetti.

We mix design and people

Un percorso tra progetti di social design che coniugano impegno sociale e comunicazione visiva: il design ha da sempre un forte impatto sulla società, grazie alla sua capacità di comunicare in modo visivo e immediato e di ridurre le distanze tra messaggio e interlocutore. Quando il visual design si dedica a tematiche sociali, oltre a veicolare informazioni, stimola il dibattito ed educa il pubblico, con l’intento di rendere i beneficiari attivi e orientati al cambiamento.

In mostra, sono esposti progetti di social design attraverso un percorso che conduce dall’individuo all’ecosistema: si parte dalle tematiche relative alla persona, alla salute e all’accessibilità, quindi alle relazioni tra gli individui presentando progetti relativi alla disparità sociale e di genere; il terzo livello è quello delle comunità affrontando questioni come il razzismo, l’immigrazione e l’identità culturale e infine si passa all’ecosistema comunità-ambiente, analizzando l’impatto che l’uomo ha sul pianeta Terra con casi studio relativi a cambiamento climatico e inquinamento.

Many mani - manifesti contatti

Una mostra inedita che presenta una selezione delle opere dell’artista Cecilia Campironi. L’illustratrice affronta nei suoi lavori questioni legate all’essere umano come le consuetudini e gli stati d’animo; il contatto fisico ed in particolare le mani, sono un tratto ricorrente nella sua poetica, sintesi perfetta per raccontare il tema Touch di Graphic Days® 2021.

Le prime illustrazioni dedicate alle mani sono state realizzate in risposta a una call lanciata dalla rivista Squame, che ne scelse una per la copertina; da allora sono diventate una serie, raffigurate in tutte le forme e colori, come una sorta di catalogo, altro aspetto distintivo dell’autrice.

Posterheroes: Becoming e-Quals

Digital inclusion è il tema della decima edizione del concorso di comunicazione sociale Posterheroes, il contest internazionale che affronta ogni anno tematiche di comunicazione sociale, chiedendo alla comunità dei creativi di esprimere messaggi potenti attraverso poster 70×100 cm. 

Come conseguenza della pandemia e del lockdown, è diventato sempre più evidente come nella società contemporanea l’uguaglianza si misuri sulla possibilità di accedere alle opportunità connesse ai sistemi informatici. L’obiettivo dell’iniziativa è pertanto promuovere attraverso i poster uno scenario positivo in cui siano garantite l’accessibilità, l’inclusione e l’uguaglianza nel mondo del digitale, rispondendo alla domanda: are we becoming e-quals?

In questi anni sono stati candidati oltre 10mila poster da oltre 100 differenti Paesi; la selezione è curata da una giuria internazionale di esperti nel campo dell’illustrazione, dell’animazione, delle arti e della comunicazione visiva. 

In occasione dei 10 anni dell’iniziativa, oltre ai 40 vincitori del 2021, saranno esposti durante i Graphic Days® anche i poster premiati nelle edizioni precedenti.

La call è promossa dall’Associazione PLUG, dalla cartiera FAVINI e dal Centro Internazionale di Formazione ITCILO.

Il corpo non mente

Saluto, normalità, distanza, cura: 4 termini per raccontare come si è modificato il rapporto con il corpo a seguito della diffusione del Covid-19. Al di là delle diverse sfumature, tutte le misure messe in campo dai governi hanno costretto la popolazione mondiale a vivere in condizioni che limitano la libertà di muoversi, di incontrare altre persone, di interagire, di toccarsi. 

Al centro di questo cambiamento epocale vi è il corpo umano, che ha dovuto adattarsi a diverse condizioni: è stato il veicolo del virus, sanificato dai dispositivi di protezione individuale, costretto dentro le quattro mura, distanziato da spazi di sicurezza, monitorato e testato da tamponi ed esami medici; infine è diventato virtuale: parlare, lavorare, divertirsi, socializzare sono attività che a poco a poco sono state filtrate dalle webcam e dagli schermi di computer e telefoni. 

Il corpo è e rimane l’unico punto di partenza, l’unica prospettiva per muoversi, per conoscere, per interagire con il mondo e con gli esseri che lo abitano. Il corpo è la cartina di tornasole più affidabile per capire ciò che è cambiato rispetto a solo un anno fa e per tentare di intravedere ciò che si prospetta in futuro. 

La mostra presenta i lavori realizzati dagli studenti del corso in Comunicazione visiva del semestre estivo 2021, tenutosi presso la Facoltà di Design e Arti, Libera Università di Bolzano, diretto da Giorgio Camuffo, con Emanuela De Cecco e Andrea Facchetti.